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Full text of "La gioconda : melodramma in quattro atti"

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BIBLIOTECA: CAPRONI] 








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La 


LA GIOCONDA 


MELODRAMMA IN QUATTRO ATTI 


DI 


TOBIA GORRIO. 


MUSICA DI 


D CONCUIELE] 


TEATRO ALLA SCALA 





Quaresima 15706 





Wii STABILIMENBOCRICONZIA 
MI ECAZNIO 
NAPOLI — ROMA — FIRENZE 


LONDRA 
23, Charles Street, Middlesex Hospital. W. 


Proprietà per tutti 1 Pacst. 
Deposto all'Estero — Ent. Sta. Hall 


Diritti di traduzione riservati. 


MUSIC LIBRARY 
UNC--CHAPEL HILL 


PIRISONAGEI 


LA GIOCONDA, cantatrice... . MARIANI-MASI MADDALENA 
LAURA ADORNO, genovese, moglie di. BIANCOLINI-RODRIGUEZ M. 
ALVISE BADOERO, un dei capi de!- 


l’ Inquisizione di Stato. . . . . . MAINI ORMONDO 
LA CIECA, madre della Gioconda . '. BARLANI-DINI EUFEMIA 
ENZO GRIMALDO, Principe genovese. GAYARRE GIULIANO 
BARNABA, cantastorie . . . . . +. ALDIGHIERI GOTTARDO 


ZUANE, regatante 


CORNAGO GIo. BATT. 
UN CANTORE i vo 


ISÈPO, scrivano pubblico . . . . . GRAZZI AMEDEO 
ONEROSO: 00 (RARA Na N 
CORI 
Barnabotti — Arsenalotti —- Senatori — Pregadi 


Gentiluomini — Gentildonne — Maschere (arlecchini, pantaloni, bautte) 
Popolo — Marinai — Mozzi — Monaci de’ Frari 


Cantori della compagnia della calza. 
C.O MEPTATKRISSE 


Mazzieri — Scudieri — Sgherrani — Trombettieri — Dalmati 
Mori — Il Cancellier grande — Un regatante — Il Priore dei Frari 
La Signoria — Il Consiglio dei Dieci — Sei Caudatari 


Un Nostromo — Un Mastro delle vele — Un servo moro — Il Doge. 


DANZE. Atto III, La Danza delle Ore. 


Venezia, Secolo XVII. 


Maestro concertatore e direttore per le Opere, Franco Faccio. 
Sostituti, Bernardi Enrico e Pagnoncelli Gio. Battista. 
Primi Violini solisti, Corbellini Vincenzo - Rampazzini Giovanni. 
Maestro direttore dei Cori, Zarini Emanuele. 
Primo dei secondi Violini, Bastoni Giovanni. 
Primo Violino e direttore d'Orchestra pel Ballo, Bolelli Giovanni Batt. 
Sostituto, Roncati Carlo. 
Prime Viole a perfetta vicenda, Cavallini Eugenio - Di Carlo Vincenzo 
Prima Viola pel Ballo Santelli Giuseppe. 
Primi Violoncelli a vicenda per l'Opera e Ballo 
Truffi Isidoro - Quarenghi Guglielmo. 
Primo Violoncello pel Ballo, Nani Giovanni 
Primo Contrabasso per l’ Opera, Negri Luigi. 
Sostituto, Jenuscky Giovanni. 

Primo Contrabasso al cembalo pel Ballo, Moja Alessandro. 
Primo Flauto, per l'Opera, Zamperoni Antonio - pel Ballo, Gillone Emilio 
Primo Ottavino, Cantù Giuseppe. 

Primo Oboè, per l'Opera, Confalonieri Cesare - pel Ballo, Cesari Luigi. 
Primo Clarinetto, per l'Opera, Orsi Romeo - pel Ballo, Sassella Luigi. 
Primo Fagotto, per l'Opera, Torriani Antonio - pel Ballo, Borghetti Giuseppe. 
Primi Corni, per l'Opera, Laurini Domisio - Languiller Marco. 
Primo Corno, pel Ballo, Mariani Giuseppe. 

Prima Tromba, per l'Opera, Falda Gaetano - pel Ballo, Priora Eugenio 
Primi Tromboni, Bernardi Paolo - Balestra Luigi. 
Bombardone, Castelli Antonio. 

Prima Arpa, per l'Opera, Bovio Angelo - pel Ballo, Nardari Alessandro 
Gran Cassa, Marcellini Gaudenzio. 

Organo e Fisarmonica, Zarîni Emanuele. 

Direttore di scena, cav. Carlo D'Ormeville 
Sostituto e Buttafuori Archinti Gaetano. 

Ispettore pel Ballo, Viganò Davide. 

Rammentatore, Gilardi Canzio. 

Direttore ed inventore delle scene, Cav. Carlo Ferrario 
Sostituto Giacopelli Giuseppe. 

Direttore ed inventore del Macchinismo, Mastellari Gaetano 
Vestiarista proprietario, Zamperoni Luigi. 

Attrezzista proprietario, Gaetano Croce e Figlio 
Scultore, Galli Rizzardo. 

Fornitore proprietario dei Pianoforti, Erba Luigi. 
Fornitore delle maglie, Enrico Beati. 

Fiorista e piumista, Borroni Teresa - Parrucchiere, Ditta Venegoni. 
Giojelliere, Corbella Napoleone. 


Calzolajo, Fumagalli Gaetano. 


ATTO PRIMO 


Digitized by the Internet Archive 
in 2021 with funding from i 
University of North Carolina at Chapel Hill 


https://archive.org/details/lagiocondamelodr00boit_0 





ATTO PRIMO 


La bocca dei Leoni. 


Il cortile del Palazzo Ducale parato a festa e coi fregi. dorati come si vedevano anticamente. 
Nel fondo la Scala dei Giganti, a sinistra il fianco del Portico della Carta colla porta che: 
adduce nell’ interno della chiesa di San Marco. A sinistra della porta del tempio sta l 
scrittoio d’ uno scrivano pubblico. Nel seno dell'angolo fra la Scala dei Giganti e il fondo 
s'innalzerà un palo di cuccagna colle strenne e coi borsellini variopinti appesi alla sua cima. 


Sopra una parete del cortile si vedrà una fra le storiche bocche dei leoni colla seguente 


scritta incisa sul marmo a caratteri neri: 


DENONTIE SECRETE PER VIA 
D'INOVISITIONE CONTRA CADA 
VNA PERSONA CON L'IMPVNITÀ 
SECRETEZA ET BENEFITII 
GIVSTO ALLE LEGI. 


x . . . . . o e 
È uno splendido meriggio di primavera. La scena è ingombra di popolo festante. BARNABOTTI, 
ARSENALOTTI, MARINA1, maschere d’ogni sorta, ARLECCHINI, PANTALONI, BAUTTE, e in 
2 3 2 2? 3 » 


mezzo a questa turba vivace alcuni DALMATI ed alcuni Mori. BARNABA, addossato ad 


una colonna, sta osservando il popolo; ha una piccola chitarra ad armacollo. 


LA GIOCONDA 





SCENA PRIMA. 


Marinai, Popolo e Barnaba. 


% 


Coro pi MARINAI E PopoLo 





5 Reggerà le schiatte umane 
Finchè avran le ciurme e i popoli 
Festegietpane: 
L’allegria disarma i fulmini 
Ed infrange le ritorte. 
Noi cantiam! chi canta è libero, 
Noi ridiam! chi ride è forte; 
Quel sereno Iddio lo vuol 
Che allegrò questa laguna 
Coll’argento della luna 
E la porpora del sol. 
(campane a distesa, squilli di tromba) 
Feste e pane! a gioia suonano 
Di San Marco le campane. 
Viva il Doge e la Repubblica! 
Feste e pane! 


BARNABA 


(si. muove dal posto. Dominando il frastuono festosamente) 


Compari! già le trombe 
V'annuncian la regata. 


MARINAI 


(correndo a destra verso la riva degli Schiavoni, 
Alla regata! 


PopPoLo 
Alla regata! 


(gridando e saltando, il popolo esce dal cortile. Il tumulto s’ allontana). 
% 


ATTO PRIMO 


SOLINAS 


fr rd 


Barnaba solo. 


(accennando gli spiragli delle prigioni sotterranee) 

E danzan su lor tombe! 

E la morte li guata! 
(cupamente) 

E mentre s' erge il ceppo o la cuccagna, 
Fra due colonne tesse la sua ragna, 
bornabaWilecantastogietste*lessue “file 

(guarda e tocca la sua chitarra) 
Sono le corde di questo apparecchio. 
Con lavorìo sottile 
Edi mano e-d'orecchio 
Colgo i tafàni al volo 
Per conto dello Stato. E mai non falla 
L’udito mio. Coglier potessi solo 
Per le mie brame € tosto 
Una certa vaghissima, farfalla!... 


SCENA. TI. 


n 


La Gioconda colla Cieca, entrando da destra e detto. 
La vecchia ha il volto coperto fin sotto gli occhi da un povero zendado. 


GIOCONDA « 


(conducendo per mano la madre e avviandosi alla chiesa lentamente) 


Madre adorata, vieni. 


BARNABA 


(scorge la Gioconda e'si ritrae accanto alla colonna) 


(Eccola! al posto). 


IO 


LA GIOCONDA 





LA Creca 


Figlia che reggi il tremulo 
Piè che all’ avel già piega, 
Beata è questa tenebra 

Che alla tua man mi lega. 


Tu canti agli uomini 
Lestuedoanzoni 

Io canto agli angeli 
Le mie orazioni, 
Benedicendo 
TRorafessitdestin? 

E sorridendo 

Sul mio cammin. 


)) 
» 


Io per la tua bell’ anima 
Prego chinata al suol, 

È tu per me coi'vividi 
Sguardi contempli il sol. 


GIOCONDA 


Vien! per securo tramite 
Da*me. tu sei.guidaial 
Vien! ricomincia il placido 
Corso la tua giornata. 


Tu canti agli angeli 
Le tue orazioni, 

Io canto agli uomini 
lecsmicscanzoni 
Benedicendo 

L'ora e il destin, 

E sorridendo 

Sul mio cammin. 


Ed io pel tuo dimane 

A te guadagno il pane, 
Tu col pregar fedel 

A me guadagni il ciel. 





ATTO PRIMO Ig 


BARNABA 
(in disparte) 


(Sovr’ essa stendere 

La man grifagna! 
Amarla e coglierla 
Nella mia ragna! 
Terribil estasi 
Dell’alma mia! 

Sta in guardia! Pl agile 
Farfalla spia !) 


GIOCONDA 
Jo i i 
ora non giunse ancor del vespro santo; 


Qui ti riposa appiè del tempio, intanto 
Io vado a rintracciar l’ angelo mio. 


BARNABA 
(Derision !) 
GIOCONDA 
Torno con Enzo: 
LA Cieca 


Iddio 
Ti benedica. 


GIOCONDA 


Taciturna ed erma 
Pace qui spira. 


LA CIEcA 


(estrae da tasca un rosario) 
Addio figliuola. 


BARNABA 
(sbucando e sbarrando la via a Gioconda, che fa per escire da destra) 


Ferma. 


12 LA GIOCONDA 


GIOCONDA 


Che ? 


BARNABA 
Un uom che t'ama, e chela via*tissbarra. 
GIOCONDA 


AI diavol vanne colla tua*chitarra! 
] (vivacemente) 


Già l'altra «volta; tell'dissi@ifunesta 
M’è la tua faccia da mistero. 


(per andarsene) 


BARNABA 


(trattenendola e ironicamente) 


Resta. 
Enzo attender potrà. 


GIOCONDA 
Va, ti disprezzo. 


BARNABA 


(incalzando) 


Ancor m'ascolterai. 
GIOCONDA 
Mi fai ribrezzo! 


BARNABA 


Resta... t'adoro, o vaga creatura. 


ATTO PRIMO 13 


.. GIOCONDA 
Vanne! 


BARNABA 


Non fuggirai! 


(slanciandosi su essa) 


GIOCONDA 


n Mi fai paura! 
AR!! 


(fugge) 


LA CIECA 


(alzandosi spaventata) 


Qual grido! mia figlia! Aitat aital 
La voce sua! 


BARNABA 
(La farfalla è sparita...) 


LA Creca 
(brancolando) 


Figliuola! o raggio della mia pupilla, 
Dove sei? dove sel? 


BARNABA 
(ridendo) 


(La Cieca strilla, 
Lasciamola strillar.) 


ESE 


(lentamente e protendendo le palme ritorna a sedersi sui gradini) 


Tenèbre orrende! 


— BARNABA 


(osservandola pensieroso) 


(Pur quella larva che la man protende, 
Potrebbe agevolar la meta mia... 


I4 LA GIOCONDA 


Se la madre è in mia man... 


LACIE 


(rigirando con fervore le ave z:a7ie del suo rosario) 


Ave Maria... 


BARNABA 


(sempre meditando) 


Tengo il cor della figlia incatenato... 


LA CIEcA 
Ave Maria... 


BARNABA 


... con laccio inesorato. 
L’angiol m'aiuti dell’amor materno 
E la Gioconda è mia! Giuro all’ Averno!) 


STE NAVI 


Barnaba, La Cieca, Isèpo, Zuàne, Coro. Indi sei Sgherri. La Gio- 
conda, Enzo, più tardi Laura, Alvise. Il Popolo porta in trionfo il 
VINCITORE DELLA REGATA, il quale tien alto il pallio verde (la bandiera 
del premio). - Donne, Marinai, Fanciulli con fiori e ghirlande, Zuàne 
triste in disparte. 


ARSENALOTTI 
(al vincitore) 


Polso di cerro! 


BARNABOTTI 
(idem) 
Occhio di lince! 
ARSENALOTTI 
Remo di ferro! 
DONNE 


Gagliardo cor! 


ATTO PRIMO 15 





TUTTI 


Gloria a chi vince 
Il pallio verde! 


DONNE 
(guardando Zuàne) 


Beffe a chi perde! 


UO 


Lieta brigata 

Per lieto calle, 
Portiamo a spalle 
Il vincitor 

Della regata, 
Birffcantice fior. 
Gli sguardi avvince, 
Mutti ci sperde! 
Gloria a chi vince! 
Beffe a chi perde! 


(quasi tutti affluiscono verso la Scala dei Giganti, ove depongono il trionfatore) 


BARNABA 


(che già da qualche tempo avrà osservato Zuàne, lo arresta) 


(Questi è l’uomo ch'io cerco. Non m' inganno). 
Patron Zuàne, hai faccia da malanno. 

Si direbbe davver che alla regata 

Non hai fatto bandiera. 


ZUANE 
T'inforchi Satanasso. 


BARNABA 


E se la vera 
Cagione io ti dicessi del tuo danno ? 


ZUANE 


Lo so, la prora ho greve ed arrembata. 


16 LA GIOCONDA 





BARNABA È 
Baje! 
ZUANE 


E che dunque? 


BARNABA 

(con mistero) 

(I’avvicina. —.O lasso! 
(sottovoce) 


Hai la barca stregata. 


ZUANE 


(inorridito) 
Vergine santa! 
BARNABA 


Una malia bieca 
Sta sul tuo capo. Osserva quella cieca...) 


Coro 


(accanto alla Scala dei Giganti) 


ARSENALOTTI 


Dadi e bambàra! 
Cuccagne e corse! 


BARNABOTTI 


i 
Giuochiamo a zara 
Le nostre borse! 


TUTTI 


Tentiam la mobile 
Fortuna a gara. 
Giuochiamo a zara. 


(alcuni estraggono’ dei dadi, molti si siedono sui gradini, e intavolano un giuoco di zara) 


FAPEONPRIMO 17 





BARNABA 


(continuando e sempre facendo fissare la Cieca a Zuàne) 


(La vidi stamane gittar sul tuo legno 
Un segno maliardo, un magico segno. 


ZUANE 
Orror! 
BARNABA; 


La tua barca sarà la tua bara. 
Sta in guardia fratello!) 


ARSENALOTTI 
Sei! 
BARNABOTTI 
Cinque! 
ARSENALOTTI 
Tre! 
fire Fez 
Zara ! 
LA SCne4 
(pregando) 


Turris eburnea... 
Mistica rosa... 
BARNABA 


(a Zuàne) 


La vidi tre volte scagliar su tuoi remi 
Parole tremende - lugubri anatemi. 


:ZUANE e Iskpo 


(Isèpo sarà mosso. verso Barnaba e ascolterà curioso) 


Gran Dio! 
BARNABA 


“iituatbarcagsa rata dara 


18 LA GIOCONDA 








Sta in guardia, fratello... 


ARSENALOTTI 
Settel 
BARNABOTTI 
Otto! 


ARSENALOTTI 
Tre! 


PUT 
Zara! 


LA CIeca 


(come sopra) 


Turris Davidica 
Mater gloriosa... 


BARNABA 


(come sopra) 


Suo covo è un tugurio - laggiù alla Giudeca, 
Tien sempre quell’ orrido zendado, ed è cieca... 
Ha vuote le occhiaie - ma pure (e chi il crede?!) 
La Cieca ci guarda l“- la Ciecaciivedo! 


4 MARINAI 


(che si saranno aggiunti al gruppo) 
Ci vede! 
Isepo 


Oh spavento! 


3 ARSENALOTTI 
(aggiunti anch'essi al gruppo) 


Che avvenne? 


ZUANE 
Oh maliarda! 


ATTO PRIMO 19 


4 BARNABOTTI 
Che avvenne? che mormori?... 
BARNABA, ZUANE, IsEPo 


ag Ciccagiciecuardali 


(il gruppo si fa sempre più numeroso) 
Coro 
Addosso! accoppiamola! 
IsEpo 
Coraggio... 


ZUANE 


(per avventarsi alla Cieca, poi retrocede) 
Ho paura... 
BARNABA 
Badate, può cogliervi la sua jettatura. 
Coro 
Al rogo l’ eretica! 
ZUANE 


Davver, più l’addocchio, 
Più i rai gli balenano. 


BARNABA 
(ridendo) 


TaeGiecagnasil malocchio? 
Coro 
Ah! ah! qual facezia! 


ZUANE 


(ad Isèpo che si sarà avvicinato pianamente alla Cieca, che gira sempre il rosario) 


Che brontola? 


IsEpo 
Prega. 


LA GIOCONDA 





I.% PARTE DEL Coro 
Addosso alla strega! 


2.% PARTE 


(si scagliano sulla Cieca) 


Addosso alla strega! 


BARNABA 


(Già laure s'annuvolano, 
Già i nembi s’ accumulano. 
Ah! ah! greggie umana! 
Scagliato ho il mio ciottolo, 
Ir fuggo la frana!) 


LA Cieca 


(afferrata dal popolo e trascinata in mezzo al palco) 
Aiuto! 
Coro 
Mandràgora ! 
LA CIEcA 


Ah! chi mi trascina! 
Son cieca! 


DONNE 
Vediamola salir la berlina! 
UOMINI 
Ai piombi! 
LA Cieca 
Soccorso! soccorso! 


DONNE 


Ai marrani! 


ATTO PRIMO 2I 
UOMINI 
IRinpozzi 
DONNE 
Fra Todero e Marco! 


BARNABA 
(ad una pattuglia di sgherri in disparte) 


Sgherrani, 
Sia tratta nel carcere. 
| UoMINI 
Al rogo! 
DONNE 

Alla pira! 


SEC 
(sghignazzando) 


Ah! ah! 
LA CIECA 
Santa Vergine! 
| Donne * 
Martira! 
TUTTI 
Martira! 
BARNABA 


(Ho in man la mia vittima, ho in man due destini). 


TUTTI 
A. morte la strega! 


GIOCONDA 


(rientrando e slanciandosi) 


Mia madre! 


ENZO 


(vestito da marinaio dalmato, rompendo la calca con uno scoppio d’ ira) 


Assassini!! 


22 LA GIOCONDA 





Assassini! quel crin venerando 
Rispettate! o ch'io snudo il mio brando. 
Contro un’ egra rejetta dal sole 
Generosa è la vostra tenzon! 

Vituperio! è cresciuta una prole 

Di codardi all’ alato leon. 


Coro 


Iddio vuol ciò che il popolo vuole ; 
No, la strega non merta perdon. 


LA CIEcA 

Ah! su me si scatena l’ averno! 
GIOCONDA 

Niun mi tolga all’ amplesso materno 11 


LA CIECA 
Figlia... 
Coro 
A morte! 
ENZO 
(con impeto fa per togliere i ceppi alla Cieca, ma è impedito dal popolo) 
Quel ceppo la strazia. 
Sciolta sia, 
Coro 
La vogliam giudicare. 
Spenta sia! 
ENZO 


(correndo all’ ingresso della riva furiosamente ed esce) 


Su, fratelli del mare! 
Alla lotta! 


Coro 
Al patibolo! 


(intanto sull’alto della scala saranno apparsi Alvise e Laura, che avranno vista la scena) 


LAURA 


{dall’alto della scala, scendendo. Il lembo della sua veste sarà sostenuto da due paggi. Ha 
una maschera di velluto nero sul volto) 


Grazia! 


N 
i DI 


ATTO PRIMO 


SECRNDE\V 


La Cieca, Gioconda, Alvise, Laura, Barnaba 


Coro, poi Enzo. 


ALVISE 


(alteramente e con gravità) 


Ribellion! che? la plebe or qui s’ arroga 
hiraMlekducali mure 

I dritti della toga 

E della scure? 


(movimento di rispetto nella folla) 


WParlazo captiva! 
Perchè stai china là fra quelle squadre ? 


Coro 
È una strega! 
GIOCONDA 


È mia madre! 


LAURA 


(la Cieca alza la testa) 
È cieca! o mio signor! fa ch’essa viva! 


ALVISE 


(freddamente a Barnaba) 
Barnaba! è rea costei? 


BARNABA 


(assai sottovoce all’orecchio di Alvise) 


Di malefizio. 


24 


LA GIOCONDA 


GIOCONDA 
(a Barnaba) 


‘TP*hoiditolessprento 
ALVISE 


Sia tratta al giudizio. 


GIOCONDA 


gettasi ai piedi di Alvise) 


Pietà... ch'io parli attendete... ora infrango 
Il gel che m'impietrava. eagssoroaMionda 
Del cor... Costei della mia infanzia bionda 
L'angelo fu... Sempre ho sorriso... or piango. 
Mi chiaman... Za Gioconda. 

Viviam cantando ed io , 

Canto a chi vuol le mie liete canzoni, 

Ed essa ‘cantava Dio 

Le sue sante orazioni... 


Enzo 


(che sarà ritornato da qualche tempo seguìto dai marinai dalmati) 


Salviamo l’innocente. 


LAURA 
(scorgendo Enzo) 


(Qual volto!) 
GIOCONDA 


(alzandosi e trattenendo Enzo) 


Ah! no! ti ferma! Quel possente 
La salverà! 


BARNABA 


(osservando Laura, poi Enzo) 


(Come lo guarda fiso !) 


LAURA 
(ad Alvise in disparte) 


» (Concedi, o mio signor, se non ti duole, 
» Ch'io mi levi la maschera dal viso. 


ATTO PRIMO 25 


ALVISE 


» No, madonna, nemmen l’ occhio del sole 
» Non dee mirarti.) 


GIOCONDA 


Dalle tue parole 
La vita attendo. | 


BARNABA 


(ad Alvise nell’ orecchio) 


(È una strega, il nefario 
Suo silenzio tel dica.) 


LAURA 


Essa ha un rosario! 
No, l’ inferno non è con quella pia. 


ENZO 
(Qual voce!) 
BARNABA 
Muoja! 


LAURA 
(ad Alvise supplichevolè) 


La salva!! 
ALVISE 
E salva sia. 


p 
BARNABA 


(Furore !!) 
GIOCONDA 


Gioia!! 


26 . 


LA GIOCONDA 


LA CIEcA 
(liberata da Laura che l’allontana dagli sgherri) 


Voce di donna o d’ angelo 
Lemie catene ha sciolto; 
Mi vietan le mie tenebre 
Di quella santa il volto, 
Pure da me non partasi 
Senza un pietoso don: 

(si toglie il rosario dalla cintola) 
A te questo rosario 
Che le preghiere aduna. 
Io te lo porgo, ‘accettalo, 
Ti porterà fortuna; 
Sulla tua testa vigili 
La mia benedizion. 


ALVISE 


(a Barnaba rapidamente mentre canta la Cieca) 


(Barnaba ! 
BARNABA 
Mio padron. 
ALVISE 


Facesti buona caccia 
Quest’ oggi ? 


BARNABA 


Sulla traccia 
Cammino d’ un leon.) 


LAURA ed. Enzo 


Ascolti il detto pio 
L’ onnipossente Iddio! 


GIOCONDA 


O madre mia, ti guarda 
Un angelo fedel. 


ATTO PRIMO | 0a 





Coro 


Protegge la vegliarda 
Visibilmente il ciel! 
(Laura s' avvicina alla Cieca e prende il rosario, la Cieca le stende le mani come per bene- 


dire, Laura fa per inginocchiarsi, Alvise vede e afferra il braccio di Laura, sforzandola 
a rialzarsi) 


ALVISE 
(a Laura) 


Che fai? vaneggi? 
| (a Gioconda) 
Bella cantatrice, 
Quest’'oro a te. 


GIOCONDA 


(raccoglie e s’ inchina) 


Sia grazia a voi, Messere. 
(a Laura) 
Acciò ch'io l'abbia nelle mie preghiere 
Dimmi il tuo nome, o ignota salvatrice. 


LAURA 
(guardando Enzo) 
Laura. 
Enzo 
(colpito) 
(È dessa!) 
ALVISE 


(a Laura assorta) 


Ti scuoti! al tempio andiamo! 
GIOCONDA 


Madre! — Enzo adorato! Ah! come t'amo! 


(Tutti si dirigono al tempio. Alvise e Laura primi, i due paggi dopo, indi tutto il Coro, e 
Gioconda fra la madre ed Enzo. Giunto alla porta della chiesa Enzo s’ arresta e rimane 
indietro assorto profondamente ne’ suoi pensieri, Barnaba lo sta fissando. La scena si vuota) 


LA GIOCONDA 





SCE NASA: 


Enzo e Barnaba. 


BARNABA 


(avvicinandosi ad Enzo) 


Enzo Grimaldo, Principe di Santafior, che pensi ? 


Enzo 
(Scoperto son.) 
BARNABA 


Qual magico stupor t' invade i sensi? 
Pensi a Madonna Laura d’Alvise Badoèro. 


ENZO 


(scosso) 
Chi sei? 
BARNABA 


So tutto: e penetro in fondo al tuo pensiero. 
Avesti culla in Genova... 


ENZO 


Prence non son, sui flutti 
Guido un vascel, son dalmato: Enzo Giordan... 


BARNABA 


Per tutti 
Ma non per me. Venezia t'ha proscritto, ma un forte 
Disio qui ancor ti trasse ad affrontar la morte. 
Amasti un dì una vergine - là, sul tuo mar beato, 
A estranio imene vittima - la condannava il fato. 


ATTO PRIMO 209 





ENZO |! 


Giurai fede a Gioconda. 


BARNABA 
(sorridendo) 


La cantatrice errante 
Ami come sorella, ma Laura come amante. 
Già disperavi in terra di riveder quel volto 
E l'amor di Gioconda, hai per pietà raccolto, 
Ed or sotto la maschera l'angelo tuo t'apparve... 
Ti riconobbe... 


ENZO 
(Oh giubilo !) 
BARNABA 


L’amor passa le larve. 
Sulla sua sposa vigila con cuor geloso, il tetro 
Inquisitor, nell’aurea prigione io sol penetro, 
E spesso fra le lagrime io la sorpresi, e muto 
Lo sguardo suo mestissimo, al ciel chiedeva aiuto. 
Badoér questa notte - veglia al dogale ostello 
Col gran Consiglio. Laura sarà sul tuo vascello. 


ENZO 
Dio di pietà! 
I BARNABA 
Le angoscie dell’amor tuo soccorro. 
Enzo | 
Ma alfin chi sei? mio lugubre benefattor ? 


BARNABA 


imabborro; 


(pre il suo mantello e la giubba e mostra sul giustacuore ad Enzo queste lettere in argento C. X.) 


LA GIOCONDA 





Sono il possente démone del Consiglio dei Dieci. 
Leggi. 


ENZO 
Infamia. 
BARNABA 


Al supplizio trarti potea, nol feci. 
Gioconda amo, essa m’cdia... giurai schiantarle il cor. 
Enzo morto era poco - ti volli traditor. 


ENZO 


O sàtana furente lordo di sangue e fiel, 
Coll’ ira tua demente tu m' hai scagliato in ciel. 


BARNABA 


Va: corri al tuo desio: spiega le vele in mar, 


Tutto il trionfo mio negli occhi tuoi m’appar. 
Ebbene ? 


Enzo 


A notte bruna sul brigantino aspetto 
Laura. 


BARNABA 


(inchinandosi e sogghignando) 


Buona fortuna! 


Enzo 


(sul limitare della scena) 


E tu sia maledetto! 


(esce), 


| ATTO PRIMO >I 
e ae 3 


SCENA 


Barnaba, poscia Isèpo 
indi per un istante La Gioconda e La Cieca. 


BARNABA 


Maledici? Sta ben... l’amor t' accieca. 
Compiamo l’opra bieca, 

L’idolo di Gioconda sia distrutto. 
S'annienti tutto. 


(va nel fondo, apre una porta accanto alle prigioni) 


Isèpo! 


Isépo 


(escendo) 
Padron. Barnaba... 


BARNABA 


Scrivano, 
L’anima m xe venduto e la cotenna 
Wingchestucvivi,; 

(Io conduce al banco) 

Io son la mano 
E tu la penna, 
Scrivi. 

(dettando) 
AL Capo occulto dell’ Inquisizione. 


(Isèpo scrive. Intanto alla porta del tempio appariscono Gioconda e la Cieca) 


GIOCONDA 


(Ti nascondi, c'è Barnaba). 


(alla madre ritraendola e sta spiando nascosta dal pilastro) 
BARNABA 


La tua sposa con Enzo il marinar 


32 LA GIOCONDA 


rene LT Orr$<-.BÀ(rfrgtg£T_r —T _rt_TTr6@@<--/@/;@’eGe.IéÉli 


GIOCONDA 
(O ciel!) 
/ BARNABA 


Sta notte in mar 
Ti fuggirà sul brigantino dalmato. 


GIOCONDA 
An! 


(disperatamente e scompare in chiesa) 


e 


BARNABA 


Più sotto: La docca del Leone. 
Qua, porgi, taci, vanne. 
(prende il foglio, Isèpo esce) 


SCENE 
Barnaba solo. 


(col piego in mano contemplando la scena) 
O monumento! 

Regia e bolgia dogale! Atro portento! 
Gloria di questa e ° delle etàfCfuture$ 
Ergi fra due torture 
Il porfido cruento. 
Tua base i pozzi, tuo fastigio i piombi; 
Sulla tua fronte il volo dei palombi, 
Tin aimisegicor 
Gioia tu alterni e orror con vece occulta, 
Quivi un popolo esulta, 
Quivi un popolo muor. 
Là il Doge, un muto scheletro 
Coll’ acidatro in testa, 
Sovr' esso il gran Consiglio, 
La Signoria funesta ; 
Sovra la Signoria 
Più possente di tutti un re: la spia. 


€ ATTO PRIMO 93 





O monumento! Apri le tue latèbre, 
(vicino alla bocca del leone) 
spalancata ttua fauce”di tenebre, 
S’anco il sangue giungesse a soffocarla! 
Io son l'orecchio e tu la bocca: Parla. 


(getta il piego nella bocca del leone ed esce) 


SICCE NE se 


La Gioconda sola, poscia il DOGE, i PREGADI, i SENATORI, i CAVALIERI, 
i PROCURATORI, CAUDATARI, ARALDI, ecc. POPOLO. 


(esce dalla chiesa ed esplora cupamente la scena) 
Il delator sparì... ma la parola 
Ghi-didisse.. è fitta... qui... ‘nel@mio. pensiero. 
Ah! riafferrar vorrei quell'uomo nero 
E ghermirlo alla gola, 
E fargli confessar che non è vero 
Ciò ch’ei parlò, che da me non s'invola 
L’ idolo mio. 
Pietà! mio Dio!... 
O cuor! dono funesto ; 
Retaggio di dolor! 
Il'mio*destino è questo: 
O morte, o amor! 


(s allontana) 
Si spalancano le porte della chiesa, l'organo s' ode più sonoro. Sfila il corteggio dogale. Sale 
la scala dei Giganti e si distribuisce in bell’ordine sulla loggia di fronte. — Primo squillo 
di tromba. i 


TUTTI 
Evviva la Repubblica! 


(secondo squillo) 


Coro 


La lieta fanfara 


Due volte suonò. 
(terzo squillo) 


I TRE ARALDI 
È aperta la gara. 
(lari 
Guadagni chi può! 


34 LA GIOCONDA È 





LA -CUCCAGIE 


? 
Una gran massa di Popolo, di Mozzi e di Marinai assaltano il palo della Cuccagna. 


Tumulto, Altri stanno a guarda:e. 
Coro 


Cuccagna! Cuccagna! \ 
DalsMolo a Rialto 

Correte all’ assalto 

Dei dobli di Genova, 

Dell’ oro di Spagna! 

Cuccagna! Cuccagna ! 


Cuccagna! Cuccagna! 

S’ innalza e s’ avvoltola 

La viva montagna 

Di teste e calcagna. \ 
Arrampica! Arrampica ! 

Più alto! Più alto! 

Vediam chi guadagna. 

Un salto - di più, 

SU*su;tsu,i. SU, SU MS Us 
Cuccagna! Cuccagna! 


(intanto dalla loggia del fondo i Cavalieri gettano alla plebe monete e la plebe si scaglia e si 
schiaccia per raccoglierle) 


Cuccagna! Cuccagna! 


DoxNNE 
(sotto la loggia) 


Zecchini! 


UOMINI 
(idem) 
Zecchini! 
DONNE 
(c-53) 
Gigliati! 
UoMINI 
Fiorini ! 


ATTO PRIMO 


3 
Ur 


ALERT 
Giù scudi! giù talleri 
Di Francia e Allemagna! 
I CAVALIERI 


La plebe grifagna 
Scoperto ha il Perù! 


DONNE 
(Cas) 


UOMINI 
(C.15.) 


DONNE 
Giù! 


UomnI 


DONNE 
Giù! 


Cuccagna! Cuccagna! 
UOMINI 
Giù! 
DONNE 
Giù! 
“ni 


(intorno alla cuccagna) 


Sua 


(cala la tela in mezzo ad un formidabile tumulto di gioia). 













po pa 0 
RIA E SE 
Ca clic mirare rd ta 


FIRE, ACESANDILIONI 


ATTO SECONDO 








ATTO SECONDO 


Il Rosario. 


Notte. - Un brigantino visto da tribordo. - Sul davanti una riva deserta d’isola inabitata nella 
laguna di Fusìna. Nell’estremo fondo il cielo in qualche parte stellato, e la laguna ; a destra 
la luna tramonta dietro una nube. Sul davanti un altarino della Vergine con una lampada 
rossa accesa. — HÉCATE, il nome del brigantino, sta scritto a prua. Alcune lanterne 


sul ponte. 
All alzarsi della tela alcuni Marinai sono seduti sulla tolda, altri in piedi aggruppati; tutti 
hanno un portavoce in mano; molti Mozzi sono arrampicati, o seduti, o sospesi alle sartie 


degli alberi e stanno cantando una marinaresca. 


SCEN AFFPRIAEDDA. 


o 


PRATI TINI ACRI ZESS CIA. 


Primi MARINAI 


(a destra sul ponte, cantando attraverso il portavoce) 


7 
Hi FO 

INA! Hel! pas He! 
S Lio il timone! 





SeconpI MARINAI 


(a sinistra col portavoce) 


Pissabi 
Ha! He Ha!. He! 


Issa artimone! 
Primi MARINAI 


Issa! i 
La ciurma ov è? 


Primi e SEcONDI MARINAI 
bee "Ha! Hesl 


40 


LA GIOCONDA 


Mozzi 

(ragazzi sulle antenne) 
Siam qui sui culmini, 
Siam sulla borda, 
Siam sulle tremule 
Scale di corda. 
Guardate gli agili 
Mozzi saltar; 
Noi gli scoiattoli 
Stamo@delémari 
| MARINAI 


(sotto la tolda, nel cassero) 


Siam nel fondo più profondo 
Della nave, della cala, 

Dove il vento furibondo 
Spreca i fischi e infrange l'ala. 
Siam nel fondo più profondo 
Della nave, della cala. 


Primi MARINAI 


(sul ponte) 
Fia! Ho!*Hal#H0! 
Vele a babordo! 
SECONDI MARINAI. 


Ss 
Ha dsHo tetH'atatkio, 
Remi a tribordo! 
Primi MARINAI 


Issa! 
Il ciel tuonò! 
Hax®Ho'!Ha4kHos 
Mozzi 
(sulle antenne) 
In mezzo ai fulmini 
Della tempesta, 
Noi fra le nuvole 
iluthammelagtesta: 
Come sugli alberi 
D’ una foresta, 
Osiam le pendule 
Sartlìe scalar. 
Noi gli scoiattoli 
Siamo del mar. 





ATTO SECONDO 4I 


—_————y—____——_—_———r_—_————_———m——————_——m—_——É_— 





MARINAI 
(sotto il ponte) 


Sotto prora, sotto poppa 

È una placida dimora, 

Qui vuotiam l’ardente coppa 
Del liquor che inganna Vora. 
Sotto poppa, sotto prora. 


Mozzi 


(sulle antenne) 


Il mar mugghiante, 
Il ciel furente, 
Greco a Levante, 
Bora a Ponente, 
Scioni e turbini 
Sappiam sfidar. ‘ 
Noi gli scoiattoli 
Siamo del mar! 





UNA VOCE SOLA 
(di dentro) 


Pescator, affonda l’esca, 

E sia l'onda a te fedel, 
Lieta sera e buona pesca 

Ti promette il mare e il ciel, 


SCENA 


Coro, Barnaba, Isèpo. 
Barnaba è vestito da pescatore con una rete in mano. 


IL PILOTA 
©Chovas ta? 
BARNABA 


La canzon ve lo dicea: 
Un pescator che attende la marea, 


LA GIOCONDA 





Ho la barca laggiù nell’ acqua bassa. 
È tempora domani, e si digiuna, 

Per mia fortuna; 

La mensa magra il pescatore ingrassa. 


MARINAI 
(ridendo) 


Ah! ah! 


BARNABA 
(ad Isèpo) 


(Siam salvi! Han riso. Sono ottanta 
Fra marinari e mozzi. Han tre decine 
Di remi e nulla più; due colubrine 
Di piccolo calibro. Or va, con quanta 
Lena ti resta, e disponi le scolte 
Colà dove le macchie son più folte. 
Io qui rimango a far l'ufficio mio. 
Vanne con Dio.) 


(Isèpo esce) 


BARNABA 


5 


Pescator, affonda l’esca 

E; sia l'onda a te fedel, 
Lieta sera e buona pesca 

Ti promette il mare e il ciel. 
Va, tranquilla cantilena, 

Per l’azzurra immensità ; 
Questa notte una sirena 
Nella rete cascherà. 


Coro 
(ridendo) 
Ahi Sahisahiztaba 
Questa ‘notte una sirena 
Nella rete cascherà. 


BARNABA ° 
(fra sè) 
(Spia coi fulminei 
Tuoi sguardi accorti, 
E fra le tenebre 
Conta i tuoi morti. - 


ATTO SECONDO 43 


Www —_ _ __rr_r_m_re e ————r Tr 0000, SI 


Sì, da quest’ isola 
Deserta e bruna 
Or deve sorgere 
La tua fortuna. 
Sta in guardia! e il rapido 
Sospetto svia, 
E ridi e vigila 
E canta e spia). 

(ripigliando la canzone) 
Pescator, propizio è il vento, 
Tenta il mare, o pescator, 
Là, fra l’alighe e l'argento, 
Guizzan pinne d’ambra e d'or. 
Brilla Venere serena 
Ingunterel!di voluttà. 
Una fulgida sirena 
Nella rete cascherà. 


Coro 
(ripete) 
Abe ahiSanh ah 
Una fulgida sirena 
Nella rete cascherà. 


(Barnaba esce all’ entrare di En30) 


SiR NEAR: 


Enzo, MARINAI e Mozzi. Il Nostromo, Il Mastro delle vele, il Pilota. 


Enzo 


(esce da sotto-coperta con una lanterna ‘in mano, avanzandosi gaiamente) 
(alla ciurma) 


Sia gloria ai canti 
Dei naviganti! 
Questa notte si salpa! 


MARINAI 


i Evviva il nostro 


44 LA GIOCONDA 


nai ei Peeieiai NL er N‘ ni cf il,5] ZA__Z,’:; 


Principe e capitan! 


Enzo 


(esplorando il cielo) 


Soffia grecale, 

Vento buono per noi... nella carena 
(al Nostromo) 

Tu, Nostromo, raccogli la gomena. 
Tu, Mastro delle vele, affiggi al rostro 
Del brigantino il dalmato segnale 
Che ci protesse in molte aspre fortune, 
E al maggior pino inalbera il fanale. 


(ai Mozzi) 
Voi siate pronti a distaccar la fune 
D’amarra a un cenno mio. - Quest’ erme dune 
» Più non vedremo all’ ora mattutina. 
» Nocchier, l’abbrivio è verso Pelestrina. 


(alcuni uomini della ciurma eseguiscono gli ordini di Enzo; mentre gli altri ricantano la 
Marinaresca) 


ENZO 
(a tutti) 


Ed or scendete a riposarvi. Io vigilo 
Solo sul ponte le inimiche flotte. 


(guarda le stelle) 


EStardh 
LA CIURMA 
Buona guardia. 
Enzo 


Buonanotte. 


(la ciurma scende sotto il ponte. Intanto il Mastro delle vele alza con una corda il fanale 
sull’ albero maestro, poi scende anch’ esso) 


ATTO SECONDO 45 





STERNATIA 


Enzo solo. 


(Mardinda il mare). 
Cielo e mar!.- l’etereo velo 
Splende come un santo altare. 
L’angiol mio verrà dal cielo ?! 
L’angiol mio verrà dal mare?! 
Qui l’attendo ; ardente spira 
Oggi il vento dell’amor. 
Quel mortal che vi sospira 
Vi conquide o sogni d'or! 


Cielo e mar! - per l’aura fonda 
Non appar nè suol nè monte. 
léorizzonte bacia l'onda, 
Woidabacia l'orizzonte! 
Qui nell'ombra ov io mi giacio 
Coll’anelito del cor, 
Vieni, o donna, vieni al bacio 
Della vita incantator. 

(fissando il mare) 
Ah! chi è là? non è uno spetro 
Del pensier! quella è una barca. 
Odo già de’ remi il metro, 
Verso me volando varca... 


LA voce DI BARNABA 


(dietro il brigantino) 


Capitano! a bordo! 


ENZO 


(sclamando verso la direzione della voce di Barnaba) 


Avanti! ! 
(Dio! sostieni ancor la piena 
Della gioia!) O naviganti, 
Costeggiate la carena! 


46 


LA GIOCONDA 


(prende una fune e la getta al di là della sponda) 
Qua la fune... aggrappa... annoda 
Le tue mani... un passo ancor... 
Non cadere! approda! approda!... 





SCENA 


Enzo, Laura. 


LAURA 


(nelle braccia di Enzo) ‘ 


Enzo! 
ENZO 


Laura! Amore! Amor! 


LA voce DI BARNABA 


(sinistramente, allontanandosi) 


Buona fortuna ! 
LAURA 
Enzo, fuggiam! 
Enzo 


Tu tremi! 
M’ ami ancor? 


LAURA i 


Ah! fuggiam... le vele... i remi... 
Udisti or quella voce? 


Enzo 
Si, dell’uom che ci aperse il paradiso. 


LAURA 


Temo quell uom feroce, 

Or sorridea d’un infernal sorriso j 
Nella fuga il seguii, tant’ era il forte 
Desio di te, ch'io mi gettai smarrita 


Nelle tue braccia, o in quelle della morte! 


ATTO SECONDO 47 


Enzo 
M*ami ancor? 


” 


LAURA 


(sempre più atterrita) 
bic Pria fuggiam, poi l’infinita 
Estasi gusterem tutta la vita... 


ENZO 


(con appassionata violenza) 
No! pria dimmi che m'ami, e poi fuggiamo! 
LAURA 
.Sempre t'amai! t' amerò. sempre! 


a 2 
Ab itiamos 
(lungo silenzio, lungo amplesso) 


ENZO 


Ti risovvien d’ un vespero 
Della natia riviera ? 


LAURA 
(continuando il pensiero di Enzo) 
Bianca pendea nell’ etere 
Tia perla della sera, 
Quando una nube bruna... 


f 


ENZO 
Venne a oscurar la luna... 


LAURA 
Pemitbaciasti iterini 

Enzo 
Lì cominciò la languida 


Febbre d'amor, e... 
LAURA 
(interrompendolo soavemente) 
tilacn 
Anch'io rammento, e l’estasi 
Lì cominciò dei baci! 


LA GIOCONDA 





Exzo 
O sogni! 
LAURA 
O incanti! 
Enzo 
O glorie! 
LAURA 
O vaghe rimembranze! 
ENZO 


Oh come alle memorie 
Somiglian le speranze! 
Diman migranti a lato 
Vedrem l'aurora uscir! È 


LAURA 
Tramonti del passato! 
Enzo 


Albe dell’ avvenir! 


Poscia ch'io ti perdei, quattr' anni intieri 
Celando nome, vita, orme, pensieri, 

Qui ti cercai... ma inVan:* ichestutta Spena 
Era la speme... e languidita e lenta 

Vita traevo, come d’un uom che muore; 
Pietà rendendo a chi m'offriva amore. 

Ma, ieri t' ho scontrata.. 


LAURA 


Ed il cuor mio 
Ti ravvisò nel marinari... 


ENZO 


Edo 
Ti riconobbi al suon della parola. 


ATTO SECONDO | 49 


LAURA 
Enzo adorato! 
ENZO 


(abbracciandola) 


Angelo! 


d 


LAURA 


» Il tempo vola, | 
Moilecapo degli amanti allerta lvall'erta! 


n 


Enzo 


» Siam sul lido d’un’isola deserta, 

» Senz' ombra di viventi. Ah non tremare! 
Mimi dilaco ta com'è. sereno» ilemare. 

» Quello è il talamo nostro, azzurro! immenso 
» Siccome il nostro amor! 


LAURA 


» Un caldo incenso 
Vaporan l’onde... » tramonta la luna. 


LL 
ed 


Enzo 


Quando sarà corcata, all’aura bruna 
Noi salperem; cogli occhi al firmamento, 
(Ceilibacitin fronte:e colle vele"alaventoa 


(la luna bassa si svolve dalle nuvole, il suo disco s’asconderà dietro il vascello) 
2 


Laggiù nelle nebbie remote, 
Laggiù nelle tenebre ignote, 
Sta il segno del nostro cammin. 
Nell’ onde, nell’ombre, nei venti, 
Fidenti, ridenti, fuggenti, 
Gittiamo' la. vita*ebiledestm. 


La luna discende, discende 
Ricinta di roride bende, 

Siccome una sposa all’altar. 

E asconde - la spenta - parvenza 
Nell’onde ; - con lenta - cadenza, 
La luna è discesa nel mar! 


CORNA: LA GIOCONDA È 


Enzo 


(staccandosi) 
E il tuo nocchiere 
Or la fuga Li appresta. - O amata donna, 
Tu qui resta. 


(scende sotto il ponte) 


rn 


SCENDE 


Laura sola, poi Gioconda. 


LAURA 


Ho il cuor pieno di preghiere. 
Quel lume! Ah! una Madonna! 


(si getta ai piedi dell’altare orando con passione; mentre ch’essa prega, Gioconda masche: ‘ata 
escirà da un nascondiglio sotto prora, e s’avanzerà lenta) 


Stella del marinar! Vergine Santa, 

Tu mi difendi in quest ora suprema, 

Tu vedi quanta passione e quanta 

Fede mi trasse a tale audacia estrema! 
Sotto il tuo velo che i prostrati ammanta 
Ricovera costei che prega e trema, 
Scenda per questa fervida orazion 

Sul capo mio, Madonna del perdon, 

Una benedizion... 


S CENNI 


Gioconda e Laura. 


| GIOCONDA 
E un anatèma! 


LAURA 


(inorridita alzandosi) 


An! chi sei? 
GIOCONDA 


Chi son tu chiami? 
Sono un'ombra che ti aspetta! 


ATTO SECONDO SI 





Il mio nome è la Vendetta, 
Amo l’uomo che tu ami. 


LAURA 
Ciel! 


GIOCONDA 


(accennando a prora) 
} 3 


Là attesi e il tempo colsi 
Come belva nella tana, 
Ah! la forza sovrumana 
Del furor m’invade i polsi! 
Vuoi fuggir? D’amor ti struggi ? 
Vuoi fuggir! lieta rivale?... 
Sì, l'antenna e il governale 
Pronti son, sta ben, va, fuggi! 


(ergendosi terribile) 


LAURA 
Furia orrenda! 
GIOCONDA 


Ah! mi paventi! 
Ed ardisci amar d'amore 
Quell’ eroe ? 


LAURA 
i Sfido il tuo core, 
O rival! 
È GIOCONDA 
Bestemmi! 
LAURA 
Menti! 


L’amo come il fulgor del creato! 
Come l'aura che avviva il respir! 
Come il sogno celeste e beato 

Da cui venne il mio primo sospir. 





LA GIOCONDA 





GIOCONDA 


Ed io l’amo siccome il leone 
Ama il sangue, ed il turbine il vol 
E la folgor le vette, e l’ alcione 
Le voragini, e l'aquila il sol! 


LAURA 


Pel suo bacio soave disfido 
Della pallida morte l' orror! 


GIOCONDA 


Pel suo bacio soave t’ uccido, 
(ghermendo un pugnale) 
Son più forte, più forte è il mio amor! 
(afferrandola) 
Il mio braccio t° afferra! 
Vien ch'io ti scorga in viso! a terra! a i 
Presso a quel tro o i lagrimosi rai... 
Or più scampo non hai! 
Questo pugnale... 
Ma no... tu avrai per sorte 
Un fulmin più fatale... 
In quella barca bruna... 


LAURA 
O ciel! 
GIOCONDA 
Là, è il tuo consorte. 


LAURA 
Perduta io son! 
GIOCONDA i 


(con accento funereo d’ ironia) 


La morte 
Voga sulla laguna! 


LAURA 


(tentando svincolarsi) 


Dalla tua man gagliarda 
Ch’ io sfugga per pietà. 


ATTO SECONDO 53 





GIOCONDA 
Guarda! 


LAURA 
Mi lascia! 


GIOCONDA 


Guarda! 
Vicin la barca è già. 
befo3af. e fende. l'onda. 
Con foga furibonda. 


LAURA 


Donna, per quelle viscere 

D’amor che in sen tu porti, 

Pel tuo Signor! per l'anima 

De’ tuoi poveri morti.. 

Pasciateh'io fugga, ascondimi 

Al fulmine fatal, 

O qui tu stessa piantami . 
Nel petto il tuo pugnal. 


GIOCONDA 


No, tremebonda e supplice 
Vo’ che quell’uom ti veda, 
_ Tu sei la nostra vittima, 
Tu sei la nostra preda. 
Invan tu invochi, o misera, 
Pietà dalla rival. 


LAURA 
(disperata) 


Chi salva quest’ affranta ! 


GIOCONDA 
È pieno l anatèma! 
LAURA 


(quasi cadendo davanti alla madonna che sta sul pilone della riva) 


Stella del marinar, Vergine santa, 
Tu mi difendi in quest ora suprema... 


54 





è 


LA GIOCONDA 


GIOCONDA 


Eccolo! ormai nè un nume nè un santuario 
Salvar ti può. 


LAURA 


(alzando il rosario) 
M’aita! 
GIOCONDA 


Ah! quel rosario! 


(stacca la sua maschera e la pone sul volto a Laura) 


Presto... a te... questa maschera t’ asconda. 
LAURA 


Sei tu!! Gioconda!!... 


____ 


SCENA 


Alvise, Gioconda, Laura. 


a 3 
Silenzio e tenebre! 
Terror di tomba! 
Tre spettri immobili 
Stanno a guardar. 
Par che la livida 
Vendetta incomba. 
La folgor piomba 
E Morte appar! 
E un canto romba 
Dall’ ime latebre 
Del fosco mar! 


MARINAI 
(sotto il ponte) 
Sotto prora - sotto poppa 
È una placida dimora, 
Chi lavora e chi rintoppa 
Sotto poppa... sotto prora. 





ATTO SECONDO CE 


ALVISE 


(con ‘ironia, avvicinandosi a Laura) 


Una leggiadra maschera così nel mar perduta ? 
strano in ver, palesati - perchè, perchè stai muta? 

Parla, quel tuo mistero - cessi, ti vo’ mirar... 

O quel velame nero - io ti saprò strappar. 


(s'avvicina per strappare la maschera a Laura) 


GIOCONDA 


(interponendosi) 


Un gentiluomo veneto - insulterà una dama 
Qui dove sacra e libera - la maschera si chiama ? 
Il passo temerario - o cavaliero arresta ! 


ALVISE 


Sirisacra è la maschera, è ver, masgnon ladtesta. 
(Giuro al ciel di scoprire quel volto!) i 


GIOCONDA 
(Madre! orrendo m' imponi martir !) 


LAURA 


(con disperazione) 


(Giusto Iddio! da quell'uom che m' ha colto 
Fa ch'io possa salvarmi e fuggir!) 


GIOCONDA 
(Fuggi... fuggi... è già presta ia barca!) 
| LAURA 
(Dio t'aiuti, 0 pietosa rival!) 
ALVISE 


(È la nube di fulmini carca, 
Scoppierà la saetta mortal!) 


56 LA GIOCONDA 


LAURA 
(Enzo mio, t ho perduto in eterno! 
ALVISE 
(Ira! dubbio! sospetto crudel!) 
GIOCONDA 


(Oh supplizio! ho nel cuore l’averno 
E cammino sull’orme del ciel!) 


BARNABA 
(dalla riva) 
(Padron... 
ALVISE 
Che ? 
BARNABA 


Presto all'’opra. La ciurma è sotto il ponte 
Col bandito Grimaldo. 


ALVISE 


Le mie galee son pronte ? 


BARNABA 


SÌ.) f 
GIOCONDA 


(avrà approfittato del dialogo di Alvise e Barnaba per condurre Laura cautamente verso il 
brigantino) 


(Vien; t è quel rosario benedizione e schermo. 


LAURA 


(a bassa voce) 


Che fai? 
GIOCONDA 


Ti salvo. Amici, staccate un palischermo. 


(appariscono sul ponte due marinai) 


ATTO SECONDO 7 





Obbedirete agl ordini di costei.) 


ALVISE 


(sempre presso la barca parlando a Barnaba concitatamente) 


| Mienmabanterra: 
(Barnaba viene a terra) 
, A te la tromba - intuona la fanfara di guerra. 
Va a quell’estuario, dove sta la squadra raccolta. 
(si stacca una tromba d'avorio dal petto e la consegna a Barnaba. Intanto Laura e i Marinai 
saranno scomparsi dietro il brigantino. Barnaba esce. Subito dopo Alvise si volge, cerca 


collo sguardo Laura e non la scorge; sale sul brigantino con passo concitato, e sta dietro 
a Gioconda mentr’ essa dice :) 


GIOCONDA 


(Misera me! essa fugge! io l’ ho salvata!) 


ALVISE 
(dietro a Gioconda) 


Stoltos 
Tu l'hai perduta! Il mare è mio!... Nocchieri! 
(scende dal brigantino e va sulla sua barca) 
Allerta! mano ai remi e salde braccia. 
Wsaccwun-iam quella barca, a caccia. va’ Caccia”! 
5 5 


(si vede passare la barca di Laura) 
(a Gioconda) 


Wdcntatrice, amica dei misteri, 
Che riconoscer parmi, 
doman Cà d'Oroce in festa, 'ivilta cantare 


(ironicamente, allontanandosi) 


T° invito. 
GIOCONDA 


Ivi m'aspetta. 


(Alvise è scomparso) 


VOCI LONTANE 
(dopo uno squillo di tromba) 


Allarmi! allarmi! 


55 ‘+ LA GIOCONDA 





SCE eee 


Gioconda, Enzo salito sul ponte, lo segue tutta la ciurma. 


Enzo 
MET 
GIOCONDA 
(avanzandosi verso Enzo fieramente) 
Gioconda! 


ENZO 


O ciel! che avvenne? 


GIOCONDA 
In mare. 
Guarda quel legno. Laura è là, inseguita 
Dal suo fiero consorte. 
ENZO 
Barnaba®miStra di 
GIOCONDA 


(con gioia feroce) 


La è laitua ital 
Là è la tua morte! 


(un colpo di cannone e fanfare guerresche) 


Enzo 
Maledizione! 
Assaliti noi siam! Tuona il cannone! 


VOCI LONTANE 


Assalto all’ Hècate! 
All’arrembaggio ! 


ATTO SECONDO 59 


VOCI PIÙ LONTANE 
Venezia ! 


TA CIURMA DEL BRIGANTINO 


(sul ponte e sulle sartie) 


Genova ! 
Al salvataggio! 


Exzo 


(alla ciurma dalla prora, illuminato di tanto in tanto dai lampi dal cannone) 


Son cinque navi; è vana ogni difesa. 
Appiccate l'incendio, arda il naviglio: 
Sffaccettitogni periglio, 

Ma'non la resa. 

fi nicofdarem. cenere esbragel! 
Incendio! 


L'uri 


Incendio! guerra! morte! strage! 


(movimento di Marinai che corrono ad incendiare il vascello. - Un colpo di cannone spezza 
l'albero di prora che cade. Enzo, Gioconda e tutta la ciurma s’ aggruppano eroicamente 
intorno all'albero maestro. Intanto si vedrà avanzarsi dal fondo di sinistra una galera vene- 
.ziana. I Marinai del brigantino, armati di archibugi, fanno fuoco sulla galera. Cade la tela.) 








ATTO TERZO 





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MILO ErZzO 


Cà d'Oro. 


Soutuosissima sala nella Cà d’ Oro, splendidamente parata a festa. Ampio portone nel fondo 
a sinistra, un consimile a destra, ma questo tutto chiuso da una drapperia. Presso il pro- 
scenio si vedrà una colossale ed antichissima armatura. Una terza porta nella parete a sinistra. 


SCENA: PRIME 


Alvise seduto al tavolo. Il Priore dei frati entra dalla porta segreta 
Il Paggio entra dall’ingresso di sinistra; s’ inchinano davanti ad Alvise 


ALVISE 


(parlando ora al Paggio ed ora al Priore) 






Vj LLEGRO paggio, venerando frate; 
avg Opra opposta, d’opposto ministero 
Da voi richiedo. 
(il Priore fa un cenno come per parlare) 
Non interrogate 

Alvise Badoero! 
Fra un'ora in questa 
Sala fulgente e in quell’aula ferale, 

(al Paggio) 
Da te chiedo una festa 
(al Priore) 


E da te un funerale. 


64. LA GIOCONDA & 


“n 





Oggi a Cà d'Oro c'è qualcun che muore, 
Oggi a Cà d'Oro si lava un oltraggio. 
Udite, venerabile priore, 
Allegro paggio : 

(al Priore) 
Colla stola e colla croce 
Là starai nell'aula. nera, 
Mormorando a bassa voce 
Dei defunti la preghiera. 

(al Paggio) 
E tu dell’ilari follie maestro, 
Qui fra le fervide carole e lor, 
Darai l’amabile scintilla all’estro 
Bizzarro e facile che allegra il cor. 

(al Priore) 
Col turibolo e l’acerra 
Sfileranno i cordiglieri, 
Giacerà la salma in terra 
Nell’avel dei Badoeri, 

(al Paggio) 
Mentre in fuggevoli nembi leggieri 
Vedrem le fulgide coppie danzar. 
E sotto il vivido sol dei doppieri 
Udrem frenetica l’orgia esultar. 
(conducendo il Priore verso la porta segreta) 

Là, prior, sm'attendiigilgm to \ 
È un segreto mio fatale. 


(congeda il Paggio con un gesto. Paggio e Priore s' inchinano profondamente ed escono, il 
Paggio dal fondo) 


SGENOESII 


Alvise solo. 


(con uno scoppio di gioia e di furore) 


4 


O Venezia accorri! è questo 
Il tuo gaio carnevale !!!! 


ATTO TERZO 65 





DAS NENlizi 


Alvise e Barnaba dal fondo a sinistra. 


ALVISE 
Barnaba, ebben? Enzo Grimaldo? 


BARNABA 
Sparve. 
ALVISE 
L'infame! 
BARNABA 
Fra l'incendio 
Del suo vascel, m’apparve 
Per un istante e poi lo avvolse il fumo. 
Cento scherani del più fiero conio 
Corser la spiaggia e il mar. - Più non m’assumo 
Di rintracciarlo ; lo cela il demonio. 
ALVISE 
E il tuo pensier qual'è ? 
BARNABA 
Ch'’ei sia perito 
Nelle fiamme o nell’onde. 
ALVISE 


Al mio convito 
ugimarrai, per rallegrar la festa. 
Or*vas 

BARNABA 


(salutando ed allontanandosi) 
Messer... 
ALVISE 


Ma nel palagio resta. 


(Barnaba fa un altro inchino. ed'esce., Alvise*ripiame pensieroso per brevi istanti poi va alla 
‘porta della parete di' sinistra, apre e chiama :) 





LA GIOCONDA 


+ —_—_— ___r 


SCENA 


Alvise, Laura indi Gioconda. 


À 


ALVISE 


Laura! 
(Laura esce. Alvise la prende pel braccio e la conduce davanti all’armatura) 
Quella panòplia 
È la corteccia fiera 
Del ceppo mio, sta un'anima 
Dietro la sua visiera! 
Vedi! attraverso i lividi 
Forami essa ti guarda, 
E pensa già che tarda 
Del tuo castigo il dì. 
Ii onorgdi"novelsecol 
Temprò quell’armadura 
il'error*delle=battaeito: 
Erta, inconcussa e pura! 
Tu*la macchiasti, ‘o adulte 
Scampo non hai! col ferro 
Del guanto suo t’afferro 
E ti condanno qui. 
(la atterra violentemente, Laura getta un grido) 
Preparati a morir. - Un confessore 
Ivi t'attende. 


LAURA 


(rialzandosi fieramente) 


Iddio mi legge in cuore, 
Non ho rimorsi. Disfido il mio fato. 
Or ti dirò, feroce inquisitore, 
Quando ho peccato! - 


Io peccai quando vittima ignara 

M' astringesti ad un voto bugiardo ! : 
Fui sacrilega allor che sull’ara 

Giurai fede al tuo bacio beffardo ! 


ATTO. TERZO 607 





Fui dannata quel dì che ti vidi 
Mercatare il mio nome e il mio cor! 
Vien! mi sbrana! mi strazia! m'uccidi !! 
Ma ho gustato una notte d’amor!!! 


ALVISE 


Contumelia di donna morente 

Al mio grave pensier non arriva; 

Già di faci il palagio è fulgente, i 
Qui ci attende una notte giuliva. 
Al festino fantastico e lieto 

La mia pallida sposa verrà; 

Se l’oltrasgio d’amor fu segreto, 

La vendetta palese sarà. 

E già che ai nuovi imeni 

L'anima tua sospira, o indocil sposa, 

Ten vieni e mira. 


(la trascina verso la porta coperta) 


PAURA 


Ove m’adduci? 


ALVISE 
(con forza sollevando una drapperia, apparisce un catafalco illuminato da ceri) 
Vieni! 
Questo è il talamo tuo! 


LAURA 


(inorridita) 
Ai ornbilicos e 


SERENATA INTERNA 
(sulla laguna) 
ili nivaseserehata 
Per l'aura serena, 
ben, va; cantilena; 
Per l’onda incantata. 
Udite le blande 
Canzoni vagar, 
Il remo ci scande . 
Glisaccorditsul=mar: 


(entra Gioconda e s’appiatta dietro la colonna del proscenio, La serenata cessa per un momento 


68 LA GIOCONDA 


(ae c.r_—rr’_rT £rt1__r_ LE Se. 


ALVISE 


(estraendo una fiala) 


Prendi questo velen; e già che forte 
Tanto mi sembri ne’ tuoi detti audaci, 
Con quelle labbra che succhiaro i baci, 
Suggi la morte. 

»La tua condanna confido a te stessa; 
»Non far che mal securo 

»Voler t’ arresti la mano perplessa, 
»Non far che il mio pugnale ti percota 
»E insozzi i lari del tuo sangue impuro. 
Scampo non hai, 

Odi questa canzon? Morir dovrat 
Pria ch'essa giunga all’ ultima sua nota. 


(esce). 


SCENA 
Laura e Gioconda. 


GIOCONDA 


(precipitando verso Laura, afferra il veleno che Laura ha tra 
le mani e le porge un’ampolla) 


A me quel filtro! a te codesto! bevi! 


LAURA: 
Gioconda, qui? 


GIOCONDA 


Previdi la tua sorte, 
Per salvarti mi armai, ti rassicura. 
Quel narcotico è tal, che della morte 
Finge il letargo... Angosciosi, brevi 
Sono gl’ istanti... bevi... a me la cura 
Lascia dell’opra. - Or via!! 


LAURA 
Mi fai paura! 


Serenata interna 


La gaia canzon 

Fa l’eco languir, 

E l’ilare suon 

Si muta in sospir. 
Con vago miraggio 
Riflette la luna 
L’argenteo suo raggio 
Sull’ampia laguna. 
E. in quel si sublima 
Riverbero pio, 
Patetica rima 


Creata da Dio. 


Ten va, cantilena, 
Per l'aura serena, 
Ten va, serenata, 


Per l’onda incantata. 


ADIOFLERZO 69 


GIOCONDA 
Sfeduietorna;gt uccide: de ealiane 
EAURAR Canzoni vagar. 


Atra agonia! 
Il remo ci scande 


GIOCONDA 


Gli accordi 29 
Prega per te quaggiù la madre mia, rdi sul mar 


Nell’oratorio, i miei fidi cantori ; 
Son presso... ascolta. A 


LAURA Sull’onda incantata. 


Orror!! en 


Già la canzone muor! i 
Il'cantodeslavvita, 


GIOCONDA 
Con essa muori! Di sogni si pasce, 
La condanna t'è nota: È SI 
Pria ch'essa giunga all’ultima sua nota... IRR 
LAURA Dai sogni rinasce, 


Porgi! ho bevuto. 


(prende la fiala dalle mani di Gioconda, poi scompare dietro 
le cortine del fondo) 


D’un’anima ignota 


È l'eco fedel, 


GIOCONDA 
; L'estrema sua nota 
Larfiala a mel Otstan,Dio,l! i 
(travasa il veleno d’Alvise nella fiala del sonnifero e lascia l’am- 
polla del veleno vuota sul tavolo. Esce precipitosa) Sirperde nel ciel. 


SCENA VI. 


Alvise solo, mentre la cadenza della serenata è alle ultime sue note. 
Osserva l’ampolla vuota sul tavolo. 


Tutto è compiuto!! 
Vuoto è il cristal! 
(entra nella cella funeraria, vi rimane un momento e torna in iscena) 
Vola:su leikla, morte: 
S'apra il festin! Vi spalancate, o porte! 


(va verso l ingresso del fondo) 


70 LA GIOCONDA 


SCE NAZIO: 


Entrano CAVALIERI e DAME. Alvise sarà alla porta ricevendo e compli- 
mentando chi entra. Il Paggio gli sta accanto. Gioconda con Barnaba. 
Più tardi Enzo mascherato. 


ALVISE 


Benvenuti messeri! Andrea Sagredo ! 
Erizzo, Loredan !Venieg!MGiikvedon 
Isìpo Barbarigo, a noi tornato | 
Dalla pallida China! e il benamato 
Cugino mio Partecipazio! O quanti 
Bei cavalieri |... Belletdame losanna 
Avanti! e voi, vispi cantori e maschere, 
Presto sciogliete lecaroleteMacantt 


Coro GENERALE 


AnCa d'Oro.t! 


Su, cantiam l’allegro coro! — 


È Cà d'Oro illuminata, 

Co’ suoi rai la notte indora, 
Par la reggia d’una fata, \ 
Pare il tempio dell'Aurora. 
Tanto splende il gaio ostel, 
Che d’intorno i suoi fanali 
Vanno errando e abbrucian l’ali 
Anche gli angeli del ciel. — - 


ALVISE 
(a Gioconda) 


Nella pazza baraonda 
Anche tu balda figliuola! 


GIOCONDA 


M'invitaste ier! Gioconda 
È fedele alla. parola. 


ATTO TERZO 71 





GENTILUOMINI 
Cortesia, virtù, decoro, 
Qui s'accoglie e regna ognor! 
GENTILDONNE 


Inneggiate alla Cà d'Oro, 
È il santuario dell’onor! 


PUTTI 


Inneggiamo alla Cà d'Oro, 
È il santuario dell’onor! 


ALVISE 


Grazie vi rendo per le vostre laudi 
Cortesi amici. A più leggiadri gaudi 
Ora v'invito. Ecco una mascherata 

Di vaghe danzatrici. - Ognuna è ornata 
Di bellezza e fulgore 

E tutte in cerchio rappresentan l’ore. 
Incomincia la danza. 


GENTILUOMINI 
Prodigio! 
GENTILDONNE 
Incanto! 
CANTORI 
Tripudio! 
GENTILUOMINI 


Esultanza! 





DANZIAZILIELTONE, 


Le Ore del Mattino - del Giorno - della Sera - della Notte. 


72 


LA GIOCONDA 





ALVISE 


(appena terminate le danze, con suprema dignità) 


Or la mia storia udite! Al vivo raggio 
Di mille faci e di voi tutti a fronte 
Favella Badoér. L’estremo oltraggio 
Ebbi da donna che fu mia. Quest’onte 
Come dagli altri si tergano ignoro. 
M'’è noto sol che la veneta legge 
M’approva e la Giustizia di Cà d° Oro. 
(dirigendosi verso la cella funeraria) 
Voi tutti a me! Là, dove Advisefreose) 
Così punisce. — S'apra questa porta. 
(alza la cortina) 


Ecco la sposa mia!! 
RUTTI 
Ah! morta! 
ENZO 
Morta!! 


(slanciandosi verso Alvise) 
Catnefice! su, compi il tuo delitto, 
Io quella donna amail! 


GIOCONDA 


(fa per frenare Enzo ma Barnaba la trattiene) 
Pietà! 
ALVISE 


Ribaldo! 
ENZO 


(si smaschera) 


Guardami in faccia! io sono il tuo proscritto, 
Enzo Grimaldo 
Prence di Santafior!! 


ALVISE 
Audacia!! 
GIOCONDA 
Orror!! 


ATTO TERZO 178 


Enzo 


(Quella donna immota e smorta 


Che ravvolge un bianco vel, 
Ufassassinf é la mia cinortà, 
L’angiol mio dolce e fedel! 
Su di me piombi la scure, 
S'apra il baratro fatal, 

E mi guidin le torture 
All’imene celestial.) 


GIOCONDA 


(Scorre il pianto a stilla a stilla- 
Nel silenzio del dolor. 

Piangi, o turgida pupilla, 
Mentre sanguina il mio cor. 

Ma il martirio che mi strazia 
Giunto ‘al colmo ancor non è, 
Dio tremendo la mia grazia 
Ora imploro alfin da te.) 


ALVISE 
(ad Enzo) 
Nel fulgor di questa festa 
Mal venisti, o cavalier, 
Pat che. sia ‘per te iunesta 
L’allegria dei Badoer! 


(a Gioconda) 
Perchè stai meditabonda, 
Muta e pallida così? 
Patcanzon dellaf@iocorida 
Oggi ancora non s'udi. 

BARNABA 

(a Gioconda) 
Cedi alfin, della mia mano 
Vedi qui l’opra fatal. 
Mi paventa! un genio arcano 


Mi trascina verso il mal. 
(ad Enzo) 


L’uom vorria pagar col sangue 
Una sola ora d'amor. 
Tu l’avesti! e ancora l'angue 
T'arrovella del furor!? 


A LA GIOCONDA 
LI criteri cri de eo‘ a 
Coro 
Tetri eventi! Audacie orrende! 
Spaventevole festin ! 


Come rapida discende 
La valanga del destin!! 


ALVISE 


Ed or rimbombi il bronzo funerale, 
E per le piazze i banditori intorno 
Corrano ad annunziar questa fatale 


Morte di Laura Badoero-Adorno. 
(a Barnaba) 


Il Principe s'arresti. (Io te lo affido). 


(Enzo è circondato dalle guardie) 


GIOCONDA 


(a' Barnaba, presto) 


(Barnaba! se lo salvi e adduci al lido 
Della Giudeca, 
Il misero mio corpo t'abbandono!! 


BARNABA 
(a Gioconda) 


Accetto il patto e il disperato dono.) 
(odono i lenti rintocchi di una campana. Un grido di dentro) 
Coro 
Qual tumulto!... 
ALTRI 
Qual grido! 


S CENT NIIOO: 
La Gieca e detti. 


I CANTORI 
È la Cieca! 
SLAPESRI 
La Cieca! 
BARNABA 
(ridendo) 


Ah! ah! la Cieca! 


ATTO TERZO VÀ: 





LA Circa 


Piangon le squille e la funèbre grida 
A. vendicar mi guida 
Una vittima pia d'un uom feroce. 


GIOCONDA 


(correndo a sostenere la madre. Barnaba ride) 


Madre! 


LA Cieca 


(svincolandosi da Gioconda) 
WiblascialitFoSuditosla sua voce, 
BARNABA 
Ahi 
LA Ceca 


Ride... l'ho udito. 
Mi guida il ciel! contr’esso appunto il dito! 


Rudi 
Barnaba! 
La Cieca 
È un delator! 


(la Cieca avanzandosi lentamente) 


DONNE 
Stupor! 
UOMINI 
Stupor! 
Roggti 


(a bassa voce) 


Sta Iddio nel suo cammino! 


Pad Ciee 


(puntando il dito sul petto di Barnaba che inorridisce e fa per celarsi) 


È questo l’assassino ! 
(movimento generale) 


(Gioconda si slancia presso la madre) 





LA GIOCONDA 


Coro e ALVISE 


Si scacci - ‘si scacci la strige furente, 

L’orrenda befàna che offenderci ardì. 

La strega bestemmia - farnetica, mente, 
Si scacci da qui. 


Enzo-.e_ LA 0 rex 


Iniqui! aggiungete delitto a delitto, 

Iniqui! esultate nell’orgia crudel! 

Ma il vostro castigo, tiranni, sta scritto 
Fragobsastrigcelecie)i 


GIOCONDA 


(ad Alvise e Gentiluomini) 


Clemenza! clemenza per l’ egra vegliarda! 
Sull’esil suo capo scatenasi il tuon. 
Dall'alto v’esorta, dall'alto vi guarda 

Il Dio del perdon. 


BARNABA 
(ridendo) 


AR! ah! giuro al cielo che adesso l'ho colta 

La vecchia megera che ier si salvò. 

Caduta è in mia mano, ah! ah! questa volta PT 
Sfuggirmi non può. 


(la Cieca è scacciata dal Coro. Gioconda va per soccorrere la madre, ma vedendo Enzo tra- 
scinato dalle guardie rimane per un momento sospesa in una terribile perplessità ; intanto 


Barnaba afferra per mano la 'Cieca, e giovandosi del tumulto, senz’ essere visto spinge la 


vecchia dietro la porta segreta). 


ATTO QUARTO 








4 DS) 
tl 
RE," urta: 
#, 4 * 
da ovlinbatami EL LI 





Si 
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FTO: QUARTO 


Il Canal Orfano. 


L’atrio d’ un palazzo diroccato nell'isola della Gixdeca. Nell’angolo di destra un paravento 
disteso, dietro il quale si trova un letto. - Un gran portone di riva nel fondo da cui si 
vedrà la laguna e la piazzetta di San Marco illuminata a festa. - Una immagine della 
Madonna ed una croce appese al muro. - Un tavolo, un canapè, sul tavolo una lucerna 
e una lanterna accese, un’ ampolla di veleno, un pugnale. - Sul canapè varli adornamenti 
scenici di Gioconda. - A destra della scena una lunga e buia calle. 


SCEN ASIGRIATA: 


Gioconda sola, cupamente assorta ne’ suoi pensieri. 


(intanto dal fondo della calle si avanzano due uomini che portano in braccio Laura avvolta 
in un mantello nero. Battono all’uscio. Gioconda si scuote e va ad aprire. Entrano) 


GIOCONDA 







i) 
V ESSUN ve hAgvistor 
1.° CANTORE 
Nessuno. 
GIOCONDA 


Sul letto 
La deponete. 


(Gioconda va al paravento. Laura è deposta sul letto) 


LA GIOCONDA 





” 


CANTORE 


» Ad un’occulta riva 
» Sbarcati siam per evitar gl'incontri. 


GIOCONDA 
» Sta ben. E quando fu sepolta? 


CANTORE 
» À vespro. 
GIOCONDA 
» E quanto tempo giacque? 


CANTORE 
Did n*circaun ora. 


GIOCONDA 
» Era vasto l’avel? 
CANTORE 


DAA\ias ros 


GIOCONDA 


» I compagni 
» Verranno questa notte? 


CANTORE 
» SÌ. 


GIOCONDA 


Ecco l'oro 
Che vi promisi. 


CANTORE 
Nol vogliam... gli amici 
Prestan opra da amici. 


GIOCONDA 
(mutando accento e supplicando) 
i | O picetosi, i 
Per quell'’amor che v'ha creati, un’altra 


ATTO: QUARTO 





Grazia vi chiedo. Nella scorsa notte 

Mi scompariva la mia cieca madre, 

Già disperata la cercai, ma invano. 
Deh! scorrete le vie, le piazze, e l’orme 
Della mia vecchierella... Iddio v’ insegni. 
Doman, se la trovate, a Canareggio 
V’aspetterò. Quest’antro di Giudecca 
Fra brev'ora abbandono. 


CANTORI 


notata toda: 


(Gioconda stringe ad essi la mano ; escono da dove sono entrati) 


Sirene: 


n _ _ 


Gioconda sola presso il tavolo guarda il pugnale, lo tocca, 


poi prende l’ampolla del veleno. 


Suicidio!... in questi 
Fieri momenti 

ud solinieTesti 
“Tui sol'mistenti. 
Ultima voce 

Del mio destin, 
Ultima croce 

Del mio cammin. 
E un dì leggiadre 
Volavan l’ore, 
Smarrii la madre, 
Perdei l’amore, 
Vinsi l’infausta 
Gelosa febre! 

Or piombo esausta 
Fra le tenebre!... 
il'occosallafmeta:.. 
Domando al ciel 
Di dormir queta 
Dentro l’avel. 


SI 


LA GIOCONDA 





(guardando ancora l’ampolla) 
Ecco, il velen di Laura, a un’altra vittima 
Era serbato! io lo berrò! - Quand’esso 
Questa notte qui giunga, io non vedrò 
Il loro immenso amplesso ; 
Ma chi provvede alla lor fuga? ah! no! 
(getta il veleno sul tavolo) 

No, tentator, lungi da me! conforta 
Anima mia, le tue divine posse! 
Laura è là... là ‘sul'letto@iva zione 
Nol so... se spenta fosse!!! 
To salvarla volea, mio Dio lo sai! 
Pur, s'ella è spenta !?... un indistinto raggio 
Mi balena nel cor... vediam... coraggio. 

(prende la lanterna, fa per avviarsi al letto e poi si pente) 
No... no... giammai, giammai ! 
No, non mi sfugga questo dubbio arcano! 
Ma sella vive? ebben... Laura è in mia mano... 

(biecamente) 

Siam soli - È notte - Nè persona alcuna 
Saper potria... profonda è la laguna... 


UNA VOCE LONTANA SULL'ACQUA 


Ehi! dalla gondola, 
Che nuove porti ? 


ALTRA VOCE PIÙ LONTANA 


Nel Canal Orfano 
Ci son de’ morti. 


GIOCONDA 


Orrore! orrore !! orrore!!! 

Sinistre voci! illuminata a festa 
Splende Venezia nel lontano... in’ core 
Già si ridesta 

La mia tempesta 

Immane! furibonda ! 

O amore! amore !! 

Enzo de piet atto 


(al culmine della disperazione si getta accasciata accanto al tavolo) 


ATTO QUARTO 8.3 
SPENTE 


Intanto si vedrà Enzo venir dalla calle, trova la porta socchiusa, entra. 


Enzo 
Gioconda ! 
GIOCONDA 
inzio ser tu! 
ENZO 
(cupamente) 


i PDalfcarcere 
ele toe 1tniieitlegami 
Sciogliesti, e armato e libero 
Oulison, Da me che.bramit:.. 


GIOCONDA 


(con accento d’esaltazione straziante) 


Da te che bramo? ahi! misera! 
Ridartitilisol lavita.! 

La libertà infinita! 

La gioia e l'avvenir! 

L’estatico sorriso, 

L’estatico sospir! 

Riamor.s ieparadiso Ul... 

(Gran Dio! fammi morir!) 


ENZO 


Donna! col tuo delirio 

Tu irridi a un moribondo, 
Per me non ha più balsami 
L’amor, nè raggi il mondo. 
Addio”, 


GIOCONDA 
Chetfat? 
Exzo 


Non chiedere. 


LA GIOCONDA 


—_ ——______——__——_—_———_—_—_————_____ 





GIOCONDA 
(afferrandolo) 


Resta eo [ascoli 
ENZO 


(svincolandosi) 
Cessa. 


GIOCONDA 


Tu vuoi morir per essa ! | 


ENZO 


Sì, sul suo santo avel 
Baciare anco una volta 
La povera sepolta. 


GIOCONDA 


(con possente ironia) 


Ebben, corri al tuo voto, 
Eroe mesto e fedel! 


TavelédieLaurate nuo 
Io lho rapita! 


ENZO 
O ciel! 


(con un grido) 


No, menti, menti... 


GIOCONDA 


(accennando alla croce appesa al muro) 


Giuro, 
Giuro su quella croce. 
ENZO 


No: la bestemmia atroce 
Tergi dal labbro impuro! 
Di che hai mentito! 


GIOCONDA 


(con fiérezza, poi supplichevole) 


Il vero 
Dissistt. il furor... deltlSfrena! 


ATTO QUARTO $5 


ENZO 


O furibonda jena 

Che frughi il cimitero! 

O maledetta Eumenide, 
Gelosa della morte, 

Dimmi ove celi l'angelo 

Mio dalle guance smorte. 
Parla! o in quest'ora lùgubre 
Convien che qui tu muoja... 
Vedi! già brilla il fulmine 
Del mio pugnal... 


(sguainando il suo pugnale e afferrando Gioconda) 
GIOCONDA 


(Oh gioia ! 
M'uccide !) 


Enzo 


I tenebrori 
Del tuo mister saprò. 


Parra: 
GIOCONDA 
No. 
Enzo 
Raria: 
GIOCONDA 
No. 

ENZO 


Ebben... infame... muori! 
(per ferirla) 


56 


LA GIOCONDA 





SCENZA 


® 


Laura, Gioconda, Enzo. 


LAURA 
(dall’ alcova) 


Exzo 


GIOCONDA 


(atterrita) 
Mio Dio! 
LAURA 
(comparendo) 


Enzo! amor mio! 
An! ilScorimisstra ivo 
Respiro all’aura... 

(Enzo immobile, trasognato) 


Enzo, vieni... sei tu, vieni... son viva! 


Enzo 


(slanciandosi; abbracciando Laura) 


Laura! ciel! non deliro! Ah! Laura! Laura! 


GIOCONDA 


(avviluppandosi la testa nel suo manto) 


(Nascondili, o tenebra!) 


LAURA 


(guardando verso Gioconda) 


Ahimè! quell'’ombra 
È Alvise... fuggi... 


Enzo 
No, il terror disgombra 


ATTO QUARTO i 87 








LAURA 


(avvicinandosi riconosce Gioconda che si sarà scoperta) 


Beto?! ‘costei salvo la vitara. mei 


ENZO 


Fanciulla santa! 
Chio mi ti prostrivali pie; 


(Laura ed Enzo cadono in ginocchio davanti a Gioconda) 


(Quadro) 


VOCI LONTANE 


ibensvalssorenata; 
Per l'aura serena, 
Ten va, cantilena, 
Per l'onda incantata, 
Udite le blande 
Canzoni vagar, 

Il remo ci scande 
Gli accordi sul mar. 
llcantotetiatvitas 
Di sogni si pasce, 
Ai sogni c invita, 
Nei sogni rinasce, 
D’un’anima ignota 
È l'eco fedel, 
L’estrema sua nota 
Si perde nel ciel. 


GIOCONDA 


(con calma dolcissima) 


Questa canzone ti rammenti, o Laura ? 
È la canzone della tua fortuna. 

Essa viene vér noi. Attenti udite, 
Fratelli miei, quei rematori in salvo 
V'addurran questa notte. Per la fuga 
Tutto provvidi cautamente. Alzate 


88 LA GIOCONDA 


Ce_ x_i tte dda‘ _'To® rà. ‘i 


» Le vostre fronti, ch’ io veda il sorriso, 
» Ch’io vi creai. No, d’attristar Gioconda 
» Più non temete... amatevi... 

» Ho il cuore rassegnato. 

» Nessun è qui colpevole, 

» So che l’amore è urn@#tfatot 


a 


Enzo e LAURA 


(al colmo della commozione) 


Oh! benedetta! 


GIOCONDA 


(sempre con maggior fretta) 


Basta luil*tempoftuozaì 
La barca s’avvicina... i miei compagni 
Vi condurran prima dell'alba al lido 
Dei Tre Porti... « ed appena giunti a terra 
» Domanderete due corsieri e lesti » 
Verso Aquileja drizzerete il volo, 
E di là poco lunge il sol d’ Illiria 
Vi splenderà liberamente in viso. 

(a Laura) 

» Tu per lenir il trepido viaggio 
» Gli narrerai la tua ventura. Addio... 
Ecco la barca... il mio mantel t’asconda. 


(si vede la barca dei cantori che s’arresta alla riva. Gioconda si toglie il mantello dì dosso e 


copre Laura ; poi scorge al collo di Laura il rosario) 


Che vedo là! Il rosario! oh sommo Dio! 
Così dicea la profezia profonda: 

A te questo rosario 

Che le preghiere aduna, 

Io te lo porgo, accettalo, 

I porterà fortuna... 

E così sia! quest’ultimo 

Bacio che il pianto innonda, 

V’abbiate in fronte, è il povero 

Bacio del labbro mio. 


ATTO QUARTO 89 


III] \8ZzMmMmMON/ZliNiiT‘‘ZI‘‘L‘ LU... eee -.--_ I Ml. 


Talor nei vostri memori 
Pensieri alla Gioconda 
ibote tun ricordo. Amatevi... 
Lieti vivete... Addio! 


Enzo e LAURA 


Sulle tue mani l’anima 
Tutta stempriamo in pianto. 
No, mai su queste lagrime 
Non scenderà l’oblio. 
Ricorderem la vittima 
Welisacrificio santo: 

Ti benedican gli angeli. 
Addio... Gioconda. - Addio. 


(sull’ ultimo verso Laura ed Enzo avranno già un piede sulla barca. - Quadro - Partono. 
Pausa) 


SECENAZAO 


Gioconda sola, poi Barnaba nella ca/e. 


GIOCONDA 


(afferra l’ampolla del veleno) 


Ora posso morir. Tutto è compiuto. 

Ah no! mia madre! aiuto! 

Aiuto, o santa Vergine! 

Troppi dolori sovra un solo cuore ! 

Vo’ ricercar mia madre !... Oh! mio terrore! 
(colta da un pensiero improvviso) 

Il patto or mi rammento! Ah! la paura 

Di Barnaba m’agghiaccia! 

Qui riveder l’orribile sua faccia! 


(corre all'immagine della Madonna e si prostra) 


Vergine Santa allontana il Demonio!!! 


dor LA GIOCONDA 


BARNABA 


(viene dalla ca/Ze, si ferma alla porta socchiusa e sta spiando) 


Il: ciel stoscura: 


(scompare la luna) 
Prega! ed essa non sa qual testimonio 
Dell’orazion la guarda. 


GIOCONDA 


Vergine Santa allontana il Demonio... 
Ebben, perchè son così affranta e tarda, 
La fuga è il mio riscatto! 


BARNABA 


(Ah! vuol fuggir...) 


(mentre Gioconda fa per fuggire s'incontra con Barnaba che spalanca l’ uscio ed entra) 


SCENA Ual eee 


Gioconda e Barnaba. 


BARNABA 


(terribilmente) 


Così mantieni il patto? 


GIOCONDA 


(prima atterrita poi con coraggio estremo sino alla fine) 


SÌ, il patto mantengo - lo abbiamo giurato, 

Gioconda non deve - quel giuro tradir. 

Che Iddio mi perdoni - l'immenso peccato 
Che sto per compir! 


BARNABA 
(fra sè) 


Ebbrezza! delirio! Mio sogno supremo! 
Ti colgo e repente quest’arido cuor 
Ie . . . ° \ ° 
S'innonda di gioia! già palpito e tremo 
Ai rai dell’amor! 


ATTO QUARTO 9I 





GIOCONDA 


(a Barnaba che fa per avvicinarsi) 


Raffrena il selvaggio delirio! t' arresta. 
Vo’ farmi più gaia, più fulgida ancor. 
Per te voglio ornare la bionda mia testa 
Di porpora e d'or! 
(va ad ornarsi) 
Con tutti gli orpelli sacrati alla scena, 
Dei pazzi teatri coperta già son. 
Ascolta di questa sapiente sirena 
L’ardente canzon. 
T' arresta, che temi A mantengo il mio detto, 
. Non mento, non fuggo, tradirti non vo. 
Volesti il mio corpo, dimon maledetto ? 
Eerlcorpatttedo ! 
(si trafigge nel cuore col pugnale che avrà raccolto furtivamente nelle vesti adornandosi e 
piomba a terra come fulminata) 


BARNABA 


esci nil Sirristoni,.. ebben.. or: tu,.. 
M’odi... e muori dannata: i 
(curvandosi sul cadavere di Gioc. e gridandogli all’ orecchio con voce furibonda) 
Ier tua madre m'ha offeso! Io lho affogata! 
Non ode più!! 
(esce precipitosamente e scompare nelle tenebre della ca//e). 
(Cade la tela) 








ERRATA-CORRIGE 


Pag. 19 Verso 5 Più i rai gli balenano . . sé /egga: Più i rai le balenano 


Pl ie» zi Gompiamo: l’opralbieca.. a » Compiam l’opra bieca 
Mai orte appari iau o » La Morte appar 
den La recla tua morte Lu. » Là è la sua morte 


» 75 >» 9 Sta Iddio nelsuo cammino » Sta Iddio sul suo cammino 


VV